L'albatro
(C. Boudelaire)
Sovente,
per diletto, i marinai catturano degli albatri,
grandi
uccelli marini che seguono,
indolenti
compagni di viaggio,
il bastimento scivolante
sopra gli abissi amari.
Appena li hanno deposti
sulle tavole,
questi
re dell'azzurro, goffi e vergognosi,
miseramente
trascinano ai loro fianchi le grandi,
candide ali, quasi
fossero remi.
Com'è intrigato, incapace,
questo viaggiatore alato!
Lui,
poco addietro così bello, com'è brutto e ridicolo.
Qualcuno
irrita il suo becco con una pipa mentre un altro,
zoppicando, mima l'infermo
che prima volava.
E il Poeta, che è avvezzo
alle tempeste e ride dell'arciere,
assomiglia
in tutto al principe delle nubi:
esiliato
in terra, fra gli scherni,
non può per le sue
ali di gigante avanzare di un passo.
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SE...
(R. Kipling)
Se
riesci a conservare il controllo quando tutti
Intorno
a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se
riesci ad aver fiducia in te quando tutti
Ne
dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
Se
riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
O
se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se
ti odiano, a non lasciarti prendere dall'odio,
E tuttavia a non sembrare
troppo buono e a non parlare troppo saggio;
Se riesci a sognare e
a non fare del sogno il tuo padrone;
Se
riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
Se
riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
E
trattare allo stesso modo quei due impostori;
Se
riesci a sopportare di sentire le verità che tu hai detto
Distorte
da furfanti che ne fanno trappole per sciocchi
O
a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
E piegarti a ricostruirle
con strumenti logori;
Se riesci a fare un mucchio
di tutte le tue vincite
E
rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E
perdere, e ricominciare tutto dal principio
Senza
dire mai una parola su quello che hai perduto.
Se
riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A
servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E
a tener duro quando in te non resta altro
Tranne la Volontà
che dice loro:"Tieni duro!".
Se
riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
E a
camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se
non riesce a ferirti il nemico né l'amico più caro,
Se
tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se
riesci a riempire l'inesorabile minuto
Con
un momento fatto di sessanta secondi,
Tua
è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E quel che più conta:
sarai un uomo, figlio mio.
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Meriggiare
pallido e assorto
(E. Montale)
Meriggiare
pallido e assorto
presso
un rovente muro d'orto.
Ascoltare,
tra i pruni e gli sterpi,
schiocchi di merli,
fruscii di serpi.
Nelle
crepe del muro o su la veccia
spiare
file di rosse formiche
c'ora
si rompono, ora si intrecciano
a sommo di minuscole
biche
Osservare
tra i frondi il palpitare
lontano
di scaglie di mare
mentre
si levano tremuli scricchi
di cicale tra i calvi
picchi.
E andando nel sole che
abbaglia
sentire,
con triste meraviglia,
com'è
tutta la vita e il suo travaglio
in
questo seguitare, una muraglia
che ha in cima cocci
aguzzi di bottiglia
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I
colori del tempo (Enrico Ruggeri)
Stava
seduta in mezzo a quel salotto
coi
pochi amici ancora in questo mondo:
erano
tutti sistemati in tondo
con
in mano una tazza ed un biscotto;
qualcuno
si copriva col cappotto
e il
racconto seguiva il girotondo
Gli
anni erano corsi come il vento
che
in quell'isatnte scalpitava fuori
e di
questo parlavan gli avventori
cercando
di rivivere il momento
in
cui si assaporava lo sgomento
delle
gioie violente, dei dolori.
"Ti
ricordi, Giovanna, quando avevi
in
testa solo voglia di morire?
Quando
l'amore stava per finire
e il
pianto nella notte nascondevi?
I pezzi
della vita raccoglievi
col
triste desiderio di partire
Lui
era un bel ragazzo, magro e scuro
che
se ne andò con quella studentessa
che
di giorno faceva la commessa,
una
poco di buono di sicuro".
Perder
l'amore è sempre molto duro
ma
la ferita non è mai la stessa.
La
signora sorrise tristemente
e correndo
a ritroso col pensiero
disse:
"Certo, lo amavo per davvero
però
di me non gli importava niente.
Era
un gran donnaiolo impenitente
ma
sembrava sensibile e sincero.
L'ho
inseguito piangendo per un anno
e per
un anno e più mi sono illusa,
ma
quella porta stava sempre chiusa.
Quando
i cuori patiscono lo sanno
che
per colui che provoca quel danno
non
ci sarà il vantaggio di una scusa!"
Nella
sala nessuno più parlava
ma
nel volto di lei salì un sorriso
"Però
in quei giorni ho visto il Paradiso
e poco
importa in fondo se giocava.
Anche
se con la mente mi ingannava
e ha
rigato di lacrime il mio viso
ho
vissuto con lui quall'avventura
che
regalando istanti di abbandono
mi
ha consegnato quel sapore buono
che
a dispetto del tempo dentro dura.
Qualche
volta mi pensa, son sicura:
ovunque
sia, gli lascio il mio perdono".