Appunti
di viaggio:
una
magica Francia.
Articolo pubblicato nel n° 1 e n°2 - anno 50° di Magia Moderna Agosto
2001. Parigi. Anche quest'anno ho deciso di ritagliarmi una settimana
di vacanza in una delle città più belle del mondo e un luogo al quale
sono particolarmente affezionato. Ogni tanto devo tornare qui, a Parigi,
a ritemprare le mie membra all'ombra di alcuni tra i più importanti
monumenti del pianeta, luoghi che ci sorridono di solito da cartoline
e manifesti, mentre qui sono a disposizione per la gioia degli occhi
e del cuore. Parigi. Solo chi ci è stato può capire cosa voglia dire
respirare 'arte' ventiquattrore al giorno non essendone mai sazi,
solo chi ha attraversato col naso all'insù le sue grandi strade e
le sue piccole vie può riconoscere l'odore pregnante della cultura
della bellezza, solo chi ha gettato tre o quattro franchi nel cappello
di un artista da strada a Montmartre o a Bobourg sa che qui l'arte
è anche quella di arrangiarsi, di vivere di espedienti, con spirito
di iniziativa, senza mai piegarsi alla banalità del sistema. Dopo
una premessa come questa è ovvio che vi dica che Parigi è anche una
città 'magica', aggettivo che piacerà ai più, visto che scrivo su
una rivista di prestigiatori. Ebbene sì, il famoso 'bacillus magicus'
non va mai in vacanza e anche durante i viaggi di svago, dopo un anno
di lavoro, resta ben attaccato al prestigiatore che non può far altro
che ricercare luoghi magici e fontane di cultura prestidigitatoria
dove alleviare la propria sete di magia. E la Francia è un posto che
di tradizioni magiche ne ha eccome, a partire da quel Robert-Houdin
che viene considerato in tutto il mondo uno tra i più importanti prestigiatori
di tutti i tempi, fino ad arrivare alla tradizione odierna che vede
famosi prestigiatori presenziare costantemente nei programmi televisi
nazionali (cosa che in Italia accade sempre più raramente) e nei teatri
(e musei) di tendenza parigini. In questo articolo vi racconterò della
mia visita ai due musei della magia francesi, la "Maison de la magie
Robert-Houdin" a Blois e il "Museè de la magie Gorge Proust" a Parigi
cercando di fornire impressioni personali e indicazioni utili per
chi volesse andare a farci un giro. Inoltre qualche curiosità magica
sparsa rovistando tra i monumenti e i musei parigini. Accompagnatemi
in questo fantastico viaggio nella cultura magica.
Blois: patria della prestidigitazione Si trova
ad un'ora e mezza da Parigi, raggiungendola in treno. Il biglietto
di sola andata costa circa quarantamila lire, un po' caro se paragonato
alle tariffe italiane, ma sicuramente una spesa che verrà ricompensata
da meravigliosi paesaggi durante un viaggio comodo su un treno che
di italiano, per fortuna, non ha nulla. E' incredibile come appena
fuori dalla capitale francese, si trovi un panorama che a perdita
d'occhio appare fiabesco: boschi fitti con qua e là sparsi villaggi
che solo nelle illustrazioni delle favole o in qualche film storico
abbiamo visto. Casette tutte uguali dai tetti spioventi, niente condomini,
fabbriche ben dissimulate. E' già un piccolo spettacolo questo susseguirsi
di cartoline viventi e il viaggio in treno dura ben poco. L'arrivo
a Blois ha un impatto poco traumatico e non solo perché ci sono già
stato qualche anno fa (vedi Magia Moderna n° 2/1997) ma anche perché
non tradisce assolutamente la bellezza a cui ci si abitua presto andando
a Parigi. Case e palazzi in stile, un meraviglioso castello che troviamo
su tutte le cartoline del luogo, carrozze per turisti trainate da
cavalli, ecc. La prima cosa che faccio è raggiungere il cimitero principale
della città che si trova subito dietro la stazione. Si attraversa
un cavalcavia che passa sopra le rotaie ancora calde e si fiancheggia
la stazione fino ad arrivare ad una arcata che non lascia dubbi: è
il cimitero di Blois, luogo in cui è sepolto il già citato Robert-Houdin,
principe della magia mondiale. Nato il 6 dicembre 1805 in questa cittadina
francese, Jean Eugene Robert rimase fin da piccolo affascinato dai
meccanismi complessi degli orologi che il padre, per mestiere, riparava
e costruiva. La prestidigitazione lo colse per puro caso sottoforma
di due grossi volumi di magia bianca e fisica dilettevole che Jean
Eugene ricevette al posto di due libri sull'orologeria. Il colpo di
fulmine fu immediato e nel giro di qualche anno Robert-Houdin (la
seconda parte del cognome venne presa dal cognome della moglie) divenne
uno tra i più importanti e riconosciuti prestigiatori del suo tempo,
rivoluzionando l'arte magica e integrandola con le meraviglie meccaniche
di cui era un abile costruttore. Tra queste ricordiamo alcuni automi
e un incredibile orologio dal quadrante trasparente e sostenuto da
una colonnina altrettanto trasparente che, tuttavia, funzionava perfettamente:
una meraviglia davvero 'magica', soprattutto per quei tempi. Robert-Houdin
aprì un proprio teatro che tuttavia cedette dopo pochi anni ma che
mantenne il suo nome anche dopo la sua morte quando ne divenne direttore
il famoso illusionista George Meliès (1861-1938), noto come pioniere
della cinematografia mondiale. Robert-Houdin morì il 13 giugno 1871,
dopo aver contribuito con la sua persona, non solo al rinnovamento
dell'arte magica, sostituendo gli abiti scuri e le luci cupe con vestiti
da sera ed esibizioni in piena luce, ma avendo scritto il proprio
nome anche nella storia dell'orologeria e nella Storia con la S maiuscola
durante la belligeranza tra Francia e Algeria nella metà del secolo
scorso. Ma torniamo nel presente, a Blois: siamo davanti all'ingresso
del cimitero in cui stiamo entrando. Trovare la tomba di famiglia
di Robert-Houdin è piuttosto semplice. Entrando si prosegue sul viale
d'ingresso fino ad arrivare ad una rotonda al centro della quale si
erge un monumento dalla forma vagamente piramidale. Proseguiamo quindi
per il viale che è la continuazione di quello d'ingresso per circa
trenta/quaranta metri e, sulla nostra destra, troveremo finalmente
quello che cercavamo: il mausoleo del grande artista è piuttosto sobrio:
su una base quadrata di due metri per lato si erge il monumento funebre
che presenta un bassorilievo del volto dell'artista in marmo bianco
ed una croce alla sommità. Un mazzo di crisantemi è posto a fianco
della targa in marmo nero deposta alcuni anni fa dal sindaco di Blois,
Jack Lang e dal famoso illusionista americano David Copperfield in
omaggio al prestigiatore francese. Un attimo di raccoglimento pensando
che prima di me, anche il grande Harry Houdini (il cui nome d'arte
venne scelto proprio per onorare Robert-Houdin) venne a visitare questa
tomba all'inizio del nostro secolo. Dopo un pranzo a base di panini
e uova, mi reco nella zona pedonale di Blois dove c'è "rue Robert-Houdin"
la via dedicata al nostro. Ricordo che cinque anni fa trovai lì il
club di prestigiatori locale. Non c'è più traccia di esso, oggi, ma
resto affascinato da un negozio colmo di libri antichi proprio di
fronte alla via citata. Chiedo all'anziano proprietario se ha qualche
titolo riguardante la prestidigitazione o Robert-Houdin. Mi risponde
che, vista la zona dove è situato il suo negozietto, sono anni che
è preso d'assalto da prestigiatori di tutto il mondo che cercano libri
sull'argomento: morale della favola, non ha più nulla. E' il momento
di andare a visitare la "Maison de la magie Robert-Houdin" che si
trova in un bel palazzo d'epoca proprio di fronte al Castello di Blois.
Tra i due una piazza di sapore settecentesco nella quale i turisti
possono prenotare un piccolo tour su una carrozza trainata da quattro
cavalli. Il mio occhio viene subito attirato da una statua, proprio
di fronte al museo magico: un uomo a grandezza naturale, che tende
la mano come per mostrare qualcosa, in abiti ottocenteschi. Sul piedistallo
una scritta inequivocabile: Jean-Eugene Robert-Houdin - 1805-1871
- prestidigitateur, horologer, mecanicien, inventeur, savant, ambassadeur,
homme de lettres. Mi emoziona davvero la vista di questo meritato
monumento e non vedo l'ora di entrare in questa 'casa della magia'
a lui intitolata. Il prezzo dell'ingresso non è caro: circa 15.000
lire compreso uno spettacolo di magia di circa mezz'ora nel teatro
adibito all'interno della struttura. Inoltre per chi desidera un biglietto
composto dalla visita al museo più la visita al castello è previsto
un ulteriore sconto. Pago ed entro e subito mi trovo circondato da
manifesti d'epoca (la mia passione) e armadi contenenti attrezzi magici
d'epoca in metallo e legno. In questo piano terreno (il museo è diviso
in tre piani, tre sezioni distinte) la fanno da padrone le illusioni
ottiche e i giochi di specchi che divertono bambini e adulti. Inoltre
vetrinette con ricostruzioni in cera di prestigiatori d'epoca ed è
un piacere trovare il nostro Giuseppe Pinetti, apprezzatissimo in
Francia, oggi come allora. Il primo piano è la sezione 'Robert-Houdin'
ed io mi mangio le mani perché è tassativamente vietato fare fotografie
e riprendere con le telecamere. E' una sola grande stanza ma… quanta
storia. Alle pareti alcune stupende litografie originali del prestigiatore
francese, alcune firmate di suo pugno. E poi libri, libri antichi
appartenuti alla biblioteca dell'artista e altri che lui stesso ha
scritto di suo pugno come il famoso "Confidences d'un prestidigitateur".
Un busto in marmo controlla la sala con lo sguardo accigliato con
cui ci viene tradizionalmente tramandata l'immagine di questo artista,
e in una vetrina è altrettanto accigliata la riproduzione in cera
della persona di Robert-Houdin in uno studio ricostruito nei minimi
particolari. E ancora tanti automi e orologi costruiti dal nostro
protagonista, tra cui spicca l'orologio trasparente di cui parlavo
prima. Una stanza in cui fermarsi un'intera giornata se si potesse,
ma vengo svegliato dai miei pensieri onirici dalla visita al secondo
piano, la sezione "Magicus" che presenta alcune stampe, manifesti
e grandi illusioni d'epoca: una ghigliottina, una specie di cubus
e poi palle zombi, bacchette magiche, sveglie che si moltiplicano,
anelli cinesi, cappelli a cilindro. Vedo che c'è agitazione tra i
visitatori e capisco che siamo arrivati al momento dello spettacolo.
Scendo fino al piano interrato che ospita un teatro con almeno quattrocento
posti a sedere, quasi tutti occupati!
Lo spettacolo è di quelli ad alto livello: il prestigiatore, coadiuvato eccezionalmente dalla sua assistente-maga, presenta mezz'ora di spettacolo alternando grandi illusioni ad effetti di intrattenimento con il pubblico, sfoderando una lingua, una mescolanza di francese-inglese-italiano-tedesco, che accontenta e si fa capire da tutto il pubblico. Non mancano le risate per alcune gags presentate magistralmente ed anche questi trenta minuti volano via senza accorgersene. Prima di uscire mi aspetta la boutique, in cui è possibile acquistare libri, cartoline, magliette, giochi di prestigio tutti o quasi legati al nome di Robert-Houdin. Acquisto un libro sull'artista e alcune cartoline ed esco all'aria aperta: la visita è finita ma il mio cuore è ancora lì, su quella litografia firmata da Robert-Houdin… I miei pensieri sono ancora amalgamati a quell'inchiostro marroncino, steso dalla mano di un artista, il più grande, di cui questa città riesce a malapena a contenere il ricordo.
Parigi: museo magico integrale Il ritorno
da Blois è sempre un po' triste anche se Parigi è capace di farti
presto dimenticare qualsiasi nostalgia. Nella mia stanza d'albergo
riguarda con piacere i miei acquisti alla "Maison de la magie Robert-Houdin":
un libro, "Robert-Houdin, prestigieux magicien de Blois" di Charles-Armand
Klein e alcune cartoline riproducenti le classiche stampe con l'artista
francese impegnato nei suoi numeri più conosciuti come la sospensione
eterea, l'orologio che segna le ore volute dal pubblico, la cornetta
inesauribile, ecc. Anche la mia compagna si è lasciata sedurre dal
fascino della magia (o almeno io mi illudo che sia così) ed ha acquistato
una bacchetta magica in plexiglass con all'interno dei brillantini
in un liquido trasparente (alla quale faceva il filo dalla fiera Expomagia)
ed un piccolo caleidoscopio a specchio in legno lavorato. Domani mi
attende un'altra magica visita al "Museè de la magie" di George Proust,
questa volta qui a Parigi in rue Saint-Paul n° 11. Girare Parigi in
metropolitana è una gran bella comodità. Le linee sono 14 e portano
praticamente in tutti gli angoli della città senza mai dover fare
troppa strada per raggiungere i vari monumenti importanti. La fermata
che mi attende è Saint-Paul, che mi porterà quasi davanti al museo
magico. Ma è già un piacere per gli occhi e per l'orgoglio un po'
campanilista vedere affissi in quasi tutte le stazioni della metropolitana
i manifesti alti quattro metri che reclamizzano lo spettacolo del
nostro Arturo Brachetti al Casinò di Parigi. La magia italiana qui
a Parigi si chiama Arturo Brachetti, riconosciuto come il più grande
trasformista del mondo: grande Arturo, continua a tenere alta questa
bandiera. Il biglietto d'ingresso per il museo di George Proust è
anche qui intorno alle 15.000 lire, abbordabilissimo per qualunque
turista, e il colpo d'occhio iniziando la visita non è niente male:
il museo è situato in un sotterraneo antico e il soffitto è composto
da grandi arcate di pietra sostenute da colonne sempre in pietra,
creando un suggestivo effetto 'passato medievale'. Anche qui si sprecano
illusioni ottiche e giochi di specchi, per non parlare dei manifesti
appesi un po' ovunque, anche se non tutti originali. Alcune vetrinette
espongono attrezzi magici del secolo scorso in legno e metallo e alcune
bacchette dalle forme più strane. Inoltre, una cassa nella quale,
probabilmente cinquanta e passa anni fa veniva tagliata in due una
donna e, severo e accigliato, un volto di Robert-Houdin in bronzo
che sembra controllare i visitatori. Anche qui è proibito fare fotografie
e riprese televisive e ci si deve limitare a prendere nota mentalmente
di quello che si vede. Una parte del museo è adibita a spettacolo
con un palchetto munito di un tavolo per gli esecutori ed una piccola
tribuna per gli spettatori, il tutto un po' scarso a dire il vero
se paragonato al teatro di cui dispone la "Maison de la magie" di
Blois, ma forse non è giusto fare paragoni. Anche perché non c'è paragone
tra i due musei, questo di Parigi è solo una piccola ombra dell'altro,
ma è comunque interessante ed un punto di riferimento magico fondamentale
per la capitale francese. Nella boutique all'uscita vi è una sezione
nella quale possono entrare solo prestigiatori. Mostro a George Proust
in persona la mia tessera di socio del CMI e dell'IBM e mi viene permesso
di accedere a questa specie di casa magica privata multicolore. Purtroppo
i prezzi sono inaccessibili e non paragonabili a quelli italiani e
non solo per la differenza tra la lira e il franco francese. E' ovvio
che, dove c'è turismo, c'è un po' di speculazione, peccato. Io però
ho già trovato il mio angolo di paradiso nella sezione "affiches"
dove vengono venduti manifesti d'epoca e riproduzioni in varie dimensioni
di poster dei prestigiatori del passato. Ne acquisto un paio spendendo
circa trentamila lire e me ne esco senz'altro con ancora una volta
rinnovata la mia passione per l'arte magia e avendo rifocillato per
bene il mio 'bacillus magicus'. Parigi vuol dire, tra le altre cose,
arte e cultura e dove si può trovare tutto questo a volontà se non
al museo del Louvre? Certo la coda è di quelle che ti farebbero passare
qualsiasi voglia ma, diavolo, è il Louvre e non esiste coda che non
valga la pena di essere fatta anche solo per stare a pochi centimetri
dalla mitica Gioconda di Leonardo da Vinci. Io però, che ho già avuto
occasione di visitare il museo, questa volta punto a vedere il "Prestigiatore"
di Bosch (deformazione professionale? No, maniacale!). La brutta sorpresa
è che proprio in questi giorni, la sezione dei pittori tedeschi e
olandesi è chiusa per lavori e quindi la mia fame, questa volta, non
viene saziata. Mi consolo con la statua del dio mercurio in bronzo
che compare nel simbolo dell'International Brotherhood of Magicians
e che qui si può godere in tutto il suo originale splendore. Dopo
il Louvre è il momento di visitare il museo Grevin, il museo delle
cere nella speranza di trovare qualche prestigiatore, magari del passato,
riprodotto ad aeternum. Vi trovo la riproduzione in cera di George
Meliès, di cui ho parlato nella prima parte dell'articolo insieme
ad una bacheca con carte, cappello a cilindro e frammenti di pellicola
cinematografica (parentesi culturale: Meliès, prestigiatore già direttore
del teatro Robert-Houdin, è, con i fratelli Lumière, un nome importante
della cinematografia mondiale). Verso la fine del museo vedo un capannello
di persone riunite, mi avvicino e, sorpresa! Un prestigiatore in una
postazione preparata all'uopo, intrattiene il pubblico con giochi
di carte ed effetti di micromagia. Sorpresa nella sorpresa, questo
artista è una donna, un'abile prestigiatrice, se mi passate il termine.
Non mi fermo ad osservare la collega solo perché siamo un po' di fretta
ma sorrido dentro di me pensando che, qui in Francia, il lavoro per
i prestigiatori non manca mai e, dove si accumula un po' di turismo,
c'è spazio per l'intrattenimento magico. La mia ragazza dice che sono
una maniaco della magia e un po' lamenta il fatto che questo viaggio
a Parigi sia stato ben poco romantico: quante mogli di prestigiatori
sarebbero d'accordo con lei nel fondare il club "mogli e compagne
di prestigiatori stanche marce della magia". Rassegnatevi ragazze,
noi ammalati di magia non si guarisce più! Ed infatti anche l'ultimo
giorno a Parigi decido di recarmi a visitare il cimitero monumentale
di Pere Lachaise, ufficialmente per portare la mia compagna a visitare
la tomba del cantante Jim Morrison, leader dei Doors e del compositore
Friederich Chopin, in realtà spero di riuscire a trovare il mausoleo
di George Meliès, di cui abbiamo già parlato. Lo trovo e, dopo la
fotografia di rito, posso tranquillamente tornarmene in Italia sazio
di Parigi e di magia, per un altro anno di spettacoli e lavoro. Da
queste pagine, alla fine di questo lungo articolo, non posso che consigliare
a tutti i prestigiatori di fare prima o poi, un viaggio a Parigi e
a Blois, ne vale la pena. Io resto a disposizione per qualsiasi informazione
abbiate bisogno. Potete contattarmi attraverso il mio sito internet
www.magoalex.it o via E-Mail all'indirizzo alex.rusconi@inwind.it.
Qualcuno dice che l'Italia è la patria vera della magia con i nostri
Bartolomeo Bosco, Giuseppe Pinetti e i moderni Brachetti, Colombini,
Silvan, Erix Logan che si fanno onore al di là dei nostri confini.
Altri affermano con sicurezza che oggi come oggi siano l'America e
gli Stati Uniti la vera culla dell'arte magica con i grandi spettacoli
da tutto esaurito e gli incredibili numeri di David Copperfield, Sigfried
& Roy, Lance Burton. Probabilmente ogni nazione si considera, nel
suo piccolo, depositaria di varie fette di arte magica e tiene alta
la bandiera della prestidigitazione con i vari esponenti che, dalla
Spagna alla Russia, dall'Australia al Canada dimostrano davvero di
saperci fare. Io ho trovato in Francia, maggiormente a Blois ma anche
a Parigi, un angolo vero di tradizione magica che trasuda fascino
ottocentesco e che ti resta nel cuore anche ben dopo il ritorno a
casa. Che resti così, in quella patria di Robert-Houdin che tanto
amo, ma non lasciamo che in Italia questa tradizione magica vada scomparendo
come purtroppo sembra accadere.
Cosa si può fare? Non lo so. Ma il mio cuore di prestigiatore e di uomo, che batte incessantemente per questa branca prestigiosa dello spettacolo, non cesserà di sperare che un giorno, da Milano a Napoli, l'arte magica possa rifiorire e tornare agli splendori che questa Italia merita in pieno.
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